John Dewey: l’esperienza pratica come metodo educativo:

Nella sua opera, Dewey contrappone l’approccio educativo classico, cioè la trasmissione di conoscenze teoriche al nuovo approccio basato sull’esperienza come metodo educativo; approccio che sarà poi definito progressista proprio per il suo carattere di novità rispetto al passato. La sua critica, infatti, si rivolge all’insegnamento tradizionale insegnante – allievo nel quale il trasferimento delle teorie avviene con l’ausilio dei libri ma senza il coinvolgimento effettivo dello studente che acquisisce conoscenze e abilità spesso isolate e ripetitive. Egli invece propone un approccio in cui l’individualità e l’attività dello studente sono posti in primo piano e delinea un tipo di apprendimento nuovo, costruito attraverso l’esperienza e la scoperta, in cui le abilità sono un mezzo per raggiungere un traguardo significativo per il soggetto stesso.

Secondo Dewey, l’apprendimento è un processo nel quale si integrano l’esperienza e la teoria, l’osservazione e l’azione. Infatti chi apprende utilizza l’osservazione per orientare l’azione in modo consapevole. L’avvio del processo è dato dall’impulso, che alcuni autori definiscono motivazione. La fine del processo è data dal giudizio finale che pone la riflessione per gli orientamenti futuri. Landry sottolinea come il processo circolare porti ad un’identificazione dell’origine con lo scopo[3].

Nell’Experiential Learning l’apprendimento ha una dinamica a spirale in cui l’impulso originale si trasforma progressivamente. Possiamo distinguere nel processo di apprendimento delineato da Dewey tre fasi significative:

  1. la prima fase è relativa all’osservazione;

  2. la seconda fase è relativa alla ricerca di conoscenze già acquisite tramite esperienze simili già vissute nel passato;

  3. la terza fase è costituita dal raffronto tra le esperienze vissute e il contesto attuale, da cui genera un giudizio.